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Dona una tappa al viaggio: con il tuo 5×1000 aiuti Itaca a proseguire nella sua rotta

Ti è mai capitato di firmare qualcosa senza sapere davvero dove sarebbe arrivato quel gesto?

Succede spesso con il 5×1000: una firma su un modulo, una casella tra tante nella dichiarazione dei redditi, un’azione che richiede pochi secondi e non costa nulla. Un gesto così semplice che, spesso, passa quasi inosservato.

Eppure, dietro quella firma può iniziare un viaggio. Il viaggio di una persona con disabilità che conquista una nuova autonomia. Quello di una famiglia che ritrova un momento di respiro. Quello di un progetto che prende il largo solo perché qualcuno, da qualche parte, ha scelto di indicare un codice fiscale.

E se potessimo far cambiare direzione al vento?

Il 5×1000 è una quota pari allo 0,5% dell’IRPEF che ogni contribuente può scegliere di destinare a un ente non profit. Non è una donazione aggiuntiva e non comporta alcun costo: è una parte di imposta che, comunque, verrebbe versata allo Stato. La differenza sta nella scelta. Se non viene espressa, quella quota resta nella fiscalità generale; se viene indicata, diventa un sostegno concreto e mirato a una causa in cui si crede. È, in un certo senso, come orientare un vento che soffierebbe comunque.

I soffi che creano la spinta

Secondo L’agenzia delle entrate, nel 2025 il 5×1000 ha permesso di distribuire oltre 602 milioni di euro al Terzo Settore, alla ricerca e ad altre realtà di utilità sociale. A muovere questo risultato sono state 15,6 milioni di firme, con un valore medio per firma salito a circa 33 euro. Sono numeri che, letti uno a uno, sembrano piccoli: la firma di una singola persona, il gesto di un singolo contribuente. Ma è proprio nella somma di questi piccoli gesti individuali che si misura la reale capacità del Terzo Settore italiano di generare percorsi di cura, inclusione e autonomia in tutto il Paese.

Cosa cambierebbe se il tuo soffio puntasse proprio sulle nostre vele?

Itaca naviga ogni giorno nella Bassa Bergamasca con una flotta di servizi dedicati a persone con disabilità e disagio psichico, alle loro famiglie, alle scuole e alle comunità del territorio: centri diurni, comunità, laboratori, percorsi di autonomia, progetti di prevenzione e promozione della salute.

Ogni firma destinata a Itaca si traduce in qualcosa di concreto e visibile: un’attività nel giardino sensoriale di Verdellino, un’esperienza alla fattoria di Cologno al Serio, un percorso motorio a Calcio e altri ancora. 

Immagina se anche solo una parte delle famiglie, degli operatori, degli insegnanti e degli enti che ci leggono scegliesse, quest’anno, di indicare il codice fiscale di Itaca: significherebbe nuovi laboratori creativi attivati, più ore di assistenza educativa a scuola, più percorsi riabilitativi personalizzati, più momenti di sollievo per chi accompagna ogni giorno una persona fragile.

Come si firma: un gesto, tre passaggi

Nel modello 730, nel modello Redditi Persone Fisiche o nella scheda allegata alla Certificazione Unica, è presente un riquadro dedicato al 5×1000, tra le voci “Sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale…”. Basta apporre la propria firma in quel riquadro e indicare, nello spazio dedicato, il codice fiscale di ITACA Società Cooperativa Sociale: 02231060167. Nessun costo aggiuntivo, nessuna procedura complessa: un gesto che richiede meno tempo di quanto ne sia servito per leggere questo articolo.

Grazie al contributo di chi ha creduto in noi, lo scorso anno siamo passati da 8.149€ del 2024 a 11.241€. Quest’anno abbiamo un nuovo obiettivo: 15.000€. Aiutaci a raggiungerlo, scegli le vele giuste da gonfiare, scegli Itaca.

 

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